Edition 2005

Locandina dell’Edizione

Vincitore dell’Edizione


Gallery CinemadaMare dell’Edizione


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La Provincia Cosentina – 26 maggio 2005

CinemadaMare, terza tappa della rassegna a Corigliano

La terza edizione di CinemadaMare, rassegna itinerante internazionale, riserva anche quest’anno delle grandi novità. Questa volta i giovani cineasti provenienti da tutta Europa faranno tappa a partire dal 16 luglio fino al 15 agosto a Bari, Matera e Corigliano Calabro per finire a Nova Siri. Splendide location naturali del nostro Mezzogiorno che accoglieranno giovani registi giunti dall’Irlanda, dall’Olanda, Danimarca, Portogallo, Polonia, Ungheria e Russia.

Ma anche tanti giovani registi italiani.

La giornata tipo si svolgerà tra proiezioni di capolavori del cinema italiano, la sezione Amarcord, ma anche lezioni e seminari tenuti da maestri della settima arte, grandi ospiti della rassegna.

La Provincia Cosentina – 7 agosto 2005

Italo Moscati, ospite a CinemadaMare, tributo a De Sica

Giornalista, scrittore, sceneggiatore, autore televisivo, regista di documentari e film, ma soprattutto un grande critico cinematografico, Italo Moscati. Attento alle sperimentazioni, ai nuovi linguaggi del cinema da sempre. Ma per poter trovare nuovi codici è necessario imparare dai grandi registi, proprio come Vittorio De Sica.

Il suo incontro, venerdì sera, con i filmmakers di CinemadaMare, diventa una grande lezione di storia del cinema.

La Provincia Cosentina – 8 agosto 2005

Silvano Agosti, ogni persona ospita un essere umano

<<Se andate indietro mezzo metro capite che la realtà non è solo così come deve essere>>. Questa una delle frasi che Silvano Agosti, ospite della rassegna CinemadaMare in tappa a Corigliano ha regalato ai presenti, sabato scorso.

I giovani filmmakers del festival lo seguono quasi a bocca aperta.

Sollecitato a dare un consiglio ai giovani registi di CinemadaMare, il maestro risponde: <<Devono inventare il cinema ogni volta. Tutti i film di oggi sono uguali. Il cinema interessante è quello clandestino. Nessuno, però, ne parla… perché la cultura spesso fa paura>>.